a

Rom

Rom è un’architettura viaggiante, un’utopia per la città del futuro che si stacca, liberandosi dalla gravità, dal rapporto con il suolo, quello che ha caratterizzato, come vincolo progettuale fondante, l’attività della costruzione dell’Uomo da sempre.

L’accostamento al Colosseo è esemplificativo e simbolico per una metropoli, quale Roma, che è cresciuta stratificandosi nei secoli, verticalmente nel procedere della Storia e orizzontalmente nella Geografia. Il rudere storico ne costituisce idealmente e metaforicamente il basamento, pur elevandosi su di esso senza violarne, in un polemico e virtuoso rispetto della preesistenza, alcuna parte.

ROM è un pezzo di città che libera il suolo, spingendosi oltre le utopie novecentesche del Razionalismo europeo che inaugurò la città verticale per liberare l’attacco a terra. Ricoperta da una superficie fotosensibile che rende energeticamente autosufficiente, ROM è un’architettura che si articola a livelli attorno a un vuoto centrale che accoglie i collegamenti. La corona circolare più esterna, nella quale si attestano i setti che ne costituiscono l’ossatura, contiene gas nobile nelle dovute proporzioni per tenerla sospesa e galleggiante nell’aria. Nel suo funzionamento prende spunto all’intuizione dei dirigibili degli inizi del 900, che pur abbandonata dalla ricerca negli anni successivi,  consente ancor oggi, soprattutto in ambito militare, il trasporto di mezzi di grandi dimensioni e carichi.

In collaborazione con l’arch. Davide Coluzzi

  • a
  • a1
  • a1a
  • a2
  • a3
  • a4
  • a6
  • a5